domenica 1 luglio 2007
dell'economia dei sentimenti ovvero produci consuma crepa
la prima volta che siamo usciti me ne stavo lì ad ascoltarti che non avrei mai smesso. siamo scesi sul lungotevere, hai tirato fuori un pacchetto di caramelle, anche buone, e dopo l'ennesima sigaretta hai attaccato un discorso sul consumismo. della serie ero dal tabaccaio che dovevo comprarmi le sigarette e ho dovuto prendere anche questo, che sì era superfluo, però sai, consumismo insomma. qualcosa del genere. probabilmente scontato, ma direi effettivo. così anche oggi ti ho accompagno a prenderle ste tue sigarette ed eri lì a fumartene una. un respiro. tira di nuovo. mi pareva di vederlo il fumo mentre si annodava al diaframma. te ne parli ed io me ne sto ad ascoltare, ancora una volta, come sempre a mezz'aria. o fra i tuoi polmoni. che quello che inalo è la stesso, qualcosa di leggermente annebbiato. ed inizio a pensare alle volte che mi sono sentito così: scelto, scartato, assaggiato, velocemente divorato e poi buttati via gli avanzi in un vecchio cassonetto. o anche nel tevere che alla fine è uguale. consumismo affettivo insomma. come dire fare er mignottella, baciare a destra e manca, anche senza dare un significato. che io dentro lo so che non sei così, per quanto abbia cercato di distruggere alcune parti di te. fatto sta che, saliti in terrazzo, scambio parole che non sono direttamente emesse dalla bocca e che non ho scelto io. e sarà il sole, sarà la mia consueta posizione quando sono con te, che sdraiato tutto mi riesce meglio, ma il mio dialogo immaginario scioglie ogni dubbio. che non abbiamo addosso prezzi e non ci siamo scelti e niente è ancora completamente consumato. assumerà la confezione che vorrà, che così è scritto che sia. sperando che gli ingredienti siano nelle giuste proporzioni, e tutto possa essere piacevole al palato.
Pubblicato da
immobilerivoluzionario
alle
02:47
Etichette: camereseparate, consumismo affettivo
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