così sia direi.
e posso anche spuntare la casella essere buttato fuori da un locale fra le cose fatte.
ringrazio ogni mano, metaforicamente intesa, protesa verso di me ieri sera: siete il mio regalo più bello, tutti per dio.
conto i giorni che ci separano dal viaggio.
ora che siamo solo due esseri contigui, divisi da un muro capace di cambiare continuamente consistenza, di assottigliarsi e poi di nuovo ispessirsi senza una logica apparente.
questo è era il mio tributo personale ad un amore mancato e il tentativo di ridisegnare due entità che non si appartengono più, per quanto una di esse desideri desiderasse ancora il contrario.
Pubblicato da
immobilerivoluzionario
alle
23:23
Etichette: autunnotifottoio, babbonatale
c'era una volta un muro.
in quanto confine aveva il ruolo di dividere due entità, innalzarsi a separare due spazi ravvicinati, due camere contigue. allo stesso tempo, come ogni soglia, costituiva anche il punto di contatto, la legittimazione dell'altra parete, il riconoscimento di ciò che si trovava al di là della superficie comunicante.
a un certo punto il muro è crollato.
non so dire bene se sia stato qualcuno ad abbatterlo o se sia svanito da solo, quasi smaterializzato. non solo non esisteva più qualcosa da dividere, ma soprattutto mi sono accorto che non era rimasto niente da unire. il fatto è che, neanche tanto inaspettatamente, nella mia camera scarsamente illuminata, sono state alzate le serrande e qualche raggio a caso ha deciso di spolverare il buio dagli occhi e farmi riappropriare della casa intera. è anche piacevole ora, col senno di poi, guardare come tutto sia in fondo bene arredato e decisamente più confortevole di prima. non mi manca più niente, di nuovo.
ho pensato molto se fosse giusto continuare a esprimermi attraverso questo luogo, o se fosse il caso di cambiare ancora una volta forma.
alla fine ho deciso di restare.
per quanto le camere separate non siano più altro - grazie al cielo - che un guscio semanticamente vuoto, un semplice significante privo di alcun contenuto, esse rappresentano prima di tutto la citazione di un romanzo, il riferimento a uno scrittore che ha lasciato dei segni indelebili sul mio corpo. segni che a breve, sono certo, qualcuno sarà anche in grado di leggere nella loro interezza. la descrizione del sito rimane anch'essa, come monito, a ricordarmi chi sono, quali sono stati i miei errori di valutazione, le mie ingenuità.
il gioco della seduzione, quasi sicuramente, è qualcosa che tutti possiamo imparare.
lo spessore, e non mi riferisco a muri questa volta, è più un attributo dato una volta per tutte: o si ha o non si ha. e se io non posso sindacare su me stesso voglio almeno potermi aggrappare alla consistenza, quella tangibile, quella palpabile, di chi mi sta intorno.
in attesa, come al solito.
12 commenti:
Molto criptica la tua scrittura... linguaggi arcani di una mente disturbata? linguaggi intimi di uno scrittore che rifiuta il contatto con un pubblico? cercherò di approfondire. Molto interessante.
Viaggio intenso nelle tue parole. Viscerale. Continuerò l'esplorazione scevra da preconcetti a compartimenti stagni.
Complimenti (anche per la citazione tondelliana, pur non essendo un tondelliano)
Leggo il blog di Gio (vedi sopra), lascio un commento, trovo altri commenti, di un tondelliano, addirittura (da lì-qui viene 'thomas'), di un immobile rivoluzionario, come me, forse immobile perchè il mondo gli gira attorno in moto psichedelico. Leggo. E mentre parli di Edipo ascolto The End di Jim Morrison. Sublime trip natalizio.
sono incappata per caso nel tuo blog ed ho notato quanta sofferenza ti porti dentro. e anche se non ti conosco mi dispiace, spero che un giorno riuscirai a vedere - come io sono riuscita a vedere - che è inutile prendersela con gli altri e che spesso i problemi ce li creiamo noi da soli.
l'uomo/la donna spesso vivono cose che non esistono, tutte frutto della nostra mente.
@nana
non so quanto ti sia inoltrata nella lettura ma non credo ci sia solo "sofferenza" fra le righe. ad ogni modo una persona non ritengo possa essere riducibile ai suoi scritti, so vedere e vivo anche e soprattutto milioni di cose piacevoli, chi mi conosce ne ha esperienza. non credo poi molto a un confine fra le "cose" che prendono vita da sole e quelle prodotte dalla nostra mente. anzi, esplorare certe zone può essere molto divertente :)
Quando tornerai a scrivere?
@thomas
Spero davvero presto. Una tesina da scrivere in tutta fretta mi ha rubato il tempo.
good start
La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu
La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu
good start
imparato molto
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