facciamo che non ti amavo per niente mentre parlavi nel sonno. con qualcuno che non era me. facciamo che abbiamo passato l' inverno scorso senza profeti o false parole. che dicevamo solo cazzate. facciamo che non lo disegno mai il profilo del tuo viso ogni volta che fumo. che è solo l'effetto delle canne. facciamo che non ti ho inseguito fino a Parigi per un'idea o un qualche surrogato d'affetto. ma sono andato in Scozia, con chi mi apprezzava veramente. facciamo che ho dormito sempre. invece di stare le ore ad esplorarti in superficie. facciamo che non siamo mai stati un onironauta e un xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx. e non ci siamo mai incontrati al confine fra gli occhi chiusi e gli occhi aperti. facciamo che invece eravamo amici, da subito. pure quando ci scaldavamo ancora nello stesso letto. facciamo che era solo coccole e pompini. sì, anche per me. facciamo che hai avuto sensibilità e tatto durante tutto il viaggio. pure quando ti baciavi con la prima stronza mentre io stavo a pezzi. facciamo che non mi urli contro per ore solo perché a un tuo "prendo quello che vuoi tu" rispondo con due cocktail quando tu intendevi bere dal mio. me li butto giù tutti e due io eh. facciamo che le nostre foto le ho stampate. le ho appese tutte al muro, per giocarci a freccette. facciamo che il ghiaccio, pur di romperlo, non lo facevo scivolare dal mojito. te lo spaccavo direttamente in testa. facciamo che ho bisogno di qualcuno che sia affidabile, non metta in dubbio la mia onestà e magari sia ogni tanto puntuale. che non siano più di 20 minuti insomma. facciamo che ci mettiamo una bella x. un pareggio. tu ti tieni il vuoto che mi hai dato, io mi riprendo i miei disturbi ossessivo-compulsivi, le mie nevrosi e i 60 euro che mi devi. magari poi li sublimo ed esce fuore qualcosa di decente, insieme all'autostima. chessò, magari due o tre libri a feltrinelli.© J. Saudek, Hungry For Your Touch, 1971
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